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Come si fa un’Italia che innova — e che crea di nuovo lavoro buono?

By Carlo Massironi, febbraio 8, 2018

Per cercare di portare in parlamento la questione di “Come si fa un’Italia che innova — e che crea di nuovo lavoro buono?” ho accettato di candidarmi per le prossime elezioni politiche del 4 Marzo alla Camera con Liberi e Uguali, nel non facile collegio di Verona.

Nel programma di Liberi e Uguali ci sono parecchie cose per aiutare il Paese a tornare ad innovare e creare nuovo lavoro.

Come prima cosa la scuola, l’università e la ricerca pubblica. Perché senza di loro non c’è innovazione e non si riparte.

Poi la ricostruzione di un quadro di regole che difenda la civiltà del lavoro, soprattutto giovanile, e la promozione dell’innovazione nelle aziende.

In fine una chiara politica industriale: tutela dell’ambiente e riconversione ecologica dell’economia come cardine di nuova politica industriale, cercando un vantaggio competitivo per l’Italia in questo settore a livello internazionale.

Perché il lavoro si crea solo se l’Italia si reinventa dal punto di vista industriale. In maniera socialmente e ambientalmente sostenibile. Al passo con il tempo in cui viviamo e con le competenze tecniche che servono per farlo.

Difendendo il nostro modello sociale ed economico europeo.

Ma nessun programma economico può funzionare se gli italiani e le italiane, giovani e meno giovani, non tornano ad avere voglia di inventare nuovi prodotti o servizi. Per questo a fianco alla azione legislativa dobbiamo far iniziare a discutere di innovazione centinaia di migliaia di imprenditori, lavoratori, sindacalisti, giovani, uomini e donne. Partendo dagli esempi concreti. Soprattutto evitando i semplici “tifosi da stadio” dell’innovazione.

Qui potete trovare il programma di Liberi e Uguali, a cui ho la soddisfazione di aver in parte contribuito attraverso i lavori precedenti preparatori per il programma di Possibile poi confluito in quello di Liberi e Uguali.

Se siete elettori nella provincia di Verona e di Rovigo il 4 Marzo potete votarmi tracciando una croce sul simbolo di Liberi e Uguali nella scheda per la Camera dei Deputati. Tracciate solo un segno sul simbolo (non sul nome): come sapete purtroppo la legge elettorale attuale per il plurinominale non prevede l’espressione delle preferenze.

E anche se non siete elettori di Verona o Rovigo, potete sempre votare per Liberi e Uguali in tutto il resto d’Italia.

— Carlo Massironi

 

 

 

[Comunicazione elettorale, committente responsabile Carlo Renato Massironi]

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