Blue Jeans

“Deposizione” su tela di jeans, 1538, Museo diocesano di Genova

By Carlo Massironi, ottobre 7, 2017

Jeans è il termine usato fin dal 1567 per indicare il tessuto di fustagno genovese, di qualità media, alta resistenza, prezzo contenuto, tinto con indaco. Da cui il caratteristico colore blu, e il nome francese “bleu de Gênes” (blu di Genova) e inglese Blue Jeans.

Un tessuto usato già dal 1400 per confezionare pratici e resistenti calzoni da lavoro blu indossati dai marinai Genovesi, i sacchi per le vele delle navi, e teli di copertura delle merci.

Al Museo Diocesano di Genova sono conservate quattordici tele blu in fibra di lino tinte con l’indaco, che gli storici indicano come le antenate dei blue jeans. Le tele di jeans riportano raffigurazioni della Passione di Cristo (tra cui quella nell’immagine qui sopra), dipinte a monocromo intorno al 1538 e attribuite al pittore Teramo Piaggio.

Giuseppe Garibaldi, durante lo sbarco dei mille a Marsala, nel 1860, indossò come molti dei suoi garibaldini un paio di pantaloni “genovesi”, oggi conservati al Museo centrale del Risorgimento presso il Vittoriano a Roma.

Nel 1853, in seguito alla scoperta  dell’oro in California, Levi Strauss fondò a San Francisco la Levi Strauss & Co. per vendere capi d’abbigliamento, tra cui pantaloni, ai cercatori d’oro.

Nel 1871 il sarto Jacob Davis ebbe l’idea di aggiungere ai pantaloni dei rivetti in rame per rinforzare i punti maggiormente soggetti all’usura, come le tasche e le cuciture principali. Ma non disponendo dei 68 dollari necessari per la pratica di registrazione di un brevetto per la sua idea si mise in società con Levi Strauss.

I primi jeans prodotti in California da Levi Strauss nel 1871 furono di colore marrone cachi. Una volta terminata questa stoffa Strauss passo al fustagno di colore “blu di Genova”.

(Immagine Wikipedia)

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