The Italians are coming back

Gli italiani stanno tornando

By Carlo Massironi, giugno 12, 2017

Dopo i recenti 20 anni di spaesamento e di affanno gli italiani stanno finalmente imparando a venire fuori bene nel mondo della globalizzazione, dell’economia della conoscenza, e delle migrazioni. Abbiamo deciso di raccontarvelo. — Fatelo sapere a tutti: gli italiani (e le italiane) stanno tornando a inventarsi il futuro, “The Italians are coming back”.

Gli italiani stanno tornando a inventarsi il futuro. In molti nella Penisola—spaesati e in affanno dagli ultimi 20 anni—non se ne sono ancora accorti. Ma, come dicono gli inglesi: “The Italians are coming back”.

Come ha osservato Walter Tocci, negli ultimi 20 anni il mondo è radicalmente cambiato. Globalizzazione dei mercati, transizione verso un’economia della conoscenza, migrazioni. E in questo mondo nuovo gli italiani negli ultimi 20 anni non sono riusciti a sentirsi a proprio agio. Sentendosi spaesati. In affanno.

Il fatto è che questo mondo nuovo è in realtà fatto su misura per le caratteristiche degli italiani. In un mondo globalizzato siamo un Paese dalla cultura più cosmopolita di altri. In un’economia centrata sulla conoscenza e sull’innovazione siamo un Paese dell’ingegno. Non abbiamo mai avuto materie prime e ci siamo sempre salvati con l’ingegno italiano. In un mondo della civiltà urbana siamo il Paese che ha inventato lo sviluppo urbano.

Nei momenti di forte discontinuità nei modi di pensare, nei rapporti geopolitici, di cambiamento storico, nei passaggi d’epoca, noi italiani siamo sempre riusciti a venirne fuori bene.

L’ultimo passaggio d’epoca che gli italiani hanno dovuto affrontare è stato alla fine della seconda guerra mondiale. E gli italiani lo hanno affrontato alla grande. Non realizzando solo un boom “alla cinese”, basato su un basso costo del lavoro. Nel dopoguerra gli italiani hanno realizzato una vera e propria rivoluzione dell’ingegno. Con l’invenzione della plastica di Natta, con il primo computer commerciale a transistor al mondo prodotto dalla Olivetti, come terzo paese al mondo a mettere un satellite in orbita, dopo USA e URSS, con l’operazione San Marco. Con l’Istituto Superiore di Sanità di Marotta, centro di grande innovazione. Con la grande scuola di fisica. Con l’ENI di Mattei. E poi il cinema, la letteratura. L’architettura. Con una riforma della scuola che fece fare un balzo in avanti all’istruzione pubblica di massa.

Dopo i recenti 20 anni di spaesamento e di affanno gli italiani stanno finalmente imparando a venire fuori bene nel mondo della globalizzazione, dell’economia della conoscenza, e delle migrazioni.

E’ solo questione di adeguare la cultura degli italiani al nuovo mondo.

Così abbiamo deciso di iniziare a raccontarvi gli esempi che ci sembrano più significativi di italiani e italiane che stanno tornando a inventarsi il futuro.

Giovani e meno giovani che hanno capito che è arrivato il momento di adeguare la nostra idea di come va il mondo al nuovo mondo. Per andare avanti.

Ragazzi che hanno sperimentato sulla loro pelle lo spreco di competenze cui sembrava soggetta la loro generazione e che sono convinti che spetta a loro stessi creare opportunità di espressione di queste competenze. E che sentono di far parte di un movimento più generale nel Paese di giovani della conoscenza.

Persone che alla politica chiedono solo di mettere al centro dell’agenda “la politica della conoscenza” e rimuovere gli ostacoli alla nascita di un corrispondente movimento di imprenditori della conoscenza e dell’innovazione permanente.

Fatelo sapere a tutti: gli italiani (e le italiane) stanno tornando, “the Italians are coming back”.

 

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