Niteko

Taranto: il nostro spin off universitario che in 5 anni è arrivato a fatturare 3 milioni di euro

By Giuseppe Vendramin, marzo 14, 2016

La storia di Niteko, nata a Montemesola, in provincia di Taranto, come spin off universitario dall’idea di Giuseppe Vendramin, Emiliano Petrachi e Alessandro Deodati. Partita nel 2011 con l’aiuto dei soci finanziatori Pietro Vito Chirulli e Carmelo Marangi, 100 mila euro di capitale sociale iniziale e che oggi fattura quasi 3 milioni di euro.

C’è un tempo della propria vita per investire, innanzitutto su di sé. Bisogna essere bravi per capire quando arriva il momento, quando bisogna lasciare gli ormeggi e il porto sicuro, sperando che le tempeste che sicuramente incontreremo non facciano affondare la nave.

Non tutto dipende da noi, ma gran parte sì. Con la nostra azienda, Niteko Srl, affrontiamo tanti momenti di difficoltà, considerando che è nata proprio durante l’epoca della crisi globale, ma con i miei soci teniamo sempre la barra a dritta, forti di due idee: essere protagonisti della nostra vita lavorativa e convinti che si possa fare impresa al Sud, nella nostra terra.

Dopo cinque anni di attività, Niteko è nata nel 2011, il nostro fatturato nel 2015 ha sfiorato i tre milioni di euro e abbiamo finora diciassette dipendenti. Abbiamo venduto oltre venticinquemila lampade in Italia, in Europa e ci stiamo affacciando al Medio Oriente.

Posso dire di essere riuscito a realizzare il sogno di essere protagonista della mia vita lavorativa, ma non credo di sentirmi “arrivato” come imprenditore.

Credo di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, perché tutto quello che ho appreso come ricercatore devo ricalibrarlo come imprenditore. Università e lavoro sono due mondi distinti, quasi alieni, in Italia e questo non va a nostro vantaggio.

L’idea di utilizzare la tecnologia a LED per l’illuminazione stradale mi venne in mente già dal 2002, mentre scrivevo la tesi, periodo in cui furono prodotti i primi led di potenza, ma che avevano un’efficienza modesta.

Ero consapevole che col tempo la tecnologia avrebbe permesso l’applicazione outdoor e questa intuizione è stata confermata qualche anno dopo, mentre svolgevo un dottorato di ricerca presso l’Università del Salento.

Con alcuni colleghi, due dei quali–Emiliano Petrachi e Alessandro Deodati–sono poi diventati soci con me di Niteko, realizzammo un prototipo. Fondammo uno spin off, caldeggiato dal rettore Domenico Laforgia.

Nel 2006 abbiamo scritto il primo articolo scientifico su una lampada stradale a LED, dal titolo “LED based public Lighting system reliability for a reduced impact on environment and energy consumption” e presentammo la nostra idea alla Conferenza internazionale IEEE SSD 2006 ad Hammamet.

Con lo spin off facemmo qualche consulenza per aziende produttrici e durante la presentazione del nostro progetto a Lecce, davanti ad una platea di possibili investitori, abbiamo incontrato colui che poi ci ha permesso di fare impresa.

Era Pietro Vito Chirulli, un imprenditore esperto, che con il suo socio, Carmelo Marangi, ci hanno permesso di diventare un’azienda, nel 2011.

Con loro abbiamo da subito stabilito un rapporto proficuo per entrambi, basato sulla fiducia, attraverso il quale affrontiamo le difficoltà nella maniera corretta, con onestà, entusiasmo e voglia di fare. Possiamo dire che la nostra esperienza imprenditoriale deve molto alla loro esperienza.

Secondo me l’unico modo per sopravvivere oggi, per le aziende, è trovare un compromesso tra ricerca e sviluppo e una gestione lungimirante. Un compromesso tra imprenditore e ricercatore puro può essere la formula giusta, avere entrambe le sensibilità, ovviamente per le aziende di tipo tecnologico, che hanno la necessità di innovarsi in continuazione.

Momenti duri ce ne sono stati, il mercato è complicato, soprattutto per chi non nasce imprenditore, ma noi abbiamo ben chiaro il nostro obiettivo, l’idea di dover essere protagonisti della nostra vita lavorativa e non dei gregari.

Questo mi dà la forza di considerare qualsiasi ostacolo come la possibilità di migliorare. E poi con i miei soci condividiamo la fortissima convinzione di voler fare impresa nella nostra terra, a Taranto, in Puglia, al Sud.

Di solito quando scegliamo un collaboratore, siamo attenti non solo alle doti tecniche o all’esperienza, ma anche al modo in cui sente la propria terra.

Può sembrare un controsenso, per un imprenditore, ma credo che solo se ci poniamo obiettivi a lungo termine e che vanno oltre il fatturato o il profitto fine a sé stesso, le difficoltà possono essere considerate opportunità per migliorare.

— Giuseppe Vendramin

 

Giuseppe Vendramin è direttore tecnico-scientifico e socio fondatore di Niteco Srl, Montemesola (TA).

 

(Il video ufficiale di presentazione dell’azienda)
 

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