Impresa Possibile

Parte a Verona l’incubatore d’impresa di Possibile e 50/30 Blog

By Redazione, gennaio 15, 2016

Rivolto ai lavoratori e alle lavoratrici di imprese chiuse, ristrutturate, delocalizzate e ai giovani e alle giovani incastrati nella trappola “laureato, qualificato, disoccupato”, parte a Verona l’incubatore d’impresa “Impresa Possibile“, voluto e sostenuto dal movimento Possibile di Pippo Civati che si avvale delle competenze del gruppo di esperti che sta dietro il blog “50/30 Blog – Disoccupazione e Imprenditorialità”.

L’incubatore prevede un percorso formativo gratuito, con esperti di livello nazionale, della durata di tre mesi, nel corso dei quali i lavoratori disoccupati e i laureati senza lavoro verranno affiancati per sviluppare il prototipo di un nuovo prodotto o servizio da presentare alla fine dei tre mesi ad un panel di investitori potenzialmente interessati a finanziarli.

Le parole inglesi sono “workers buy out” e “startup”. In italiano si parla di “fabbriche recuperate” e di “fare innovazione di valore per fare innovazione di prodotto”, “incubare nuove imprese”.

Impresa Possibile è un incubatore d’impresa per andare a cercare e formare nuovi imprenditori tra i disoccupati delle fabbriche chiuse, ristrutturate, delocalizzate, e tra i laureati qualificati ma disoccupati. Perché l’Italia ha bisogno di posti di lavoro e i posti di lavoro non li crea il Governo per decreto. Li creano le persone che si rimboccano le maniche e organizzano il lavoro proprio e quello di altri.

Per tornare ad essere rilevante nel mondo e a fare profitti l’impresa italiana deve tornare a stupire. Deve tornare a fare qualcosa che gli altri non sanno fare. Come abbiamo saputo fare quando abbiamo inventato il design del futuro negli anni ’50 e ’60 e tutto il mondo se ne è infatuato. Abbiamo bisogno di più imprenditori affamati di futuro. Persone che dicano come diceva Adriano Olivetti: “In me non c’è che futuro”.

Impresa Possibile nasce proprio per andarli a cercare questi nuovi lavoratori-imprenditori. Tra gli ultimi. Tra quelli più in difficoltà ma con ancora le energie per rialzarsi e riprovarci.

È qualcosa che si può fare come dimostra il recente libro di Angelo Mastrandrea “Lavoro senza padroni: storie di operai che fanno rinascere imprese” che racconta le storie di chi in Italia lo ha già fatto: di chi ha recuperato la propria azienda messa al tappeto dalla crisi, facendone rinascere una nuova, di solito attorno ad un nuovo prodotto.

Impresa Possibile è rivolto anche agli imprenditori di aziende in difficoltà perché il loro prodotto è in crisi, e agli imprenditori di aziende che funzionano ma sono interessati a sviluppare un nuovo prodotto.
Ma per questi, a differenza dei lavoratori senza lavoro e dei laureati che vogliono fare startup, il percorso di affiancamento prevede il pagamento di un contributo economico.

Come funziona

I lavoratori licenziati e i laureati disoccupati contattano l’incubatore con il form presente alla fine di questo articolo.

Alcuni esperti dell’incubatore li incontrano a Verona per capire che competenze hanno e che idea di prodotto e di impresa hanno.

Alla fine del colloquio l’Incubatore decide se assumere l’incarico di aiutarli—come detto a titolo gratuito e per tre mesi—a sviluppare uno o più prototipi della loro idea da utilizzare alla fine dei tre mesi per cercare i finanziamenti per costruire attorno al prodotto una azienda capace di portarlo sul mercato.

Viene data la preferenza: 1) ai gruppi di lavoratori o di laureati, 2) residenti a Verona o nel Veneto, o disposti a trasferirsi a Verona per i tre mesi di intervento di Impresa Possibile, e 3) alle idee di prodotto di tipo industriale, ossia scalabile nei numeri.

Vengono prese in considerazione anche imprese no-profit che si prefiggano impatti sociali significativi.

Non vengono incubati progetti per attività libero professionali o artigianali destinate a rimanere ditte individuali. Perché Impresa Possibile crede che il Paese abbia bisogno di prodotti da vendere nel mondo.

Le startup ideali hanno almeno due o tre fondatori di riferimento.

Le persone che si propongono non devono presentare un business plan quando decidono di richiedere l’assistenza dell’Incubatore. La decisione di assisterli viene basata su un colloquio di persona. L’Incubatore ama i prototipi ma non dà particolare importanza ai business plan a questo primo stadio.

I lavoratori devono trovarsi una loro sede. Impresa Possibile non offre uffici e spazi di lavoro. L’Incubatore crede che ogni azienda debba mettere radici nel “suo” territorio.

Durante i tre mesi gli esperti dell’Incubatore lavorano intensamente con i lavoratori-imprenditori per mettere la nuova azienda nelle migliori condizioni e perfezionare la loro presentazione per gli investitori.

Il compito dell’Incubatore è far superare all’azienda la prima fase. Il che abitualmente significa: portarla al punto in cui ha costruito un prototipo di prodotto sufficientemente di impatto per raccogliere denaro su una scala sufficientemente vasta per portare il prodotto sul mercato. A quel punto è possibile introdurre l’azienda agli investitori o anche ad acquirenti interessati a rilevarla.

Lavorare sui prototipi di prodotto

La cosa più importante che viene fatta con le startup è lavorare sulla loro idea. Per renderla un prodotto che le persone desiderino. Indicando alle aziende la direzione in cui la loro idea dovrebbe essere esplorata.

Nel corso dei tre mesi i fondatori dell’azienda vengono aiutati a trovare le risposte che servono loro per costruire la “macchina aziendale”, per fabbricare un prototipo e provare a portarlo sul mercato e all’attenzione di investitori.

Impresa Possibile è interessato ad ogni tipo di startup che provi a costruire un’offerta di valore unica e innovativa.

Preparare i colloqui con gli investitori

La seconda cosa più importante che viene fatta è aiutare i fondatori a relazionarsi con investitori e eventualmente con i potenziali acquirenti della loro azienda.

Ovviamente vengono fatte introduzioni di contatti. Ma soprattutto viene speso parecchio tempo insegnando ai fondatori come presentare la loro startup agli investitori, e come chiudere un accordo una volta che hanno generato interesse.

In questa seconda fase non vengono offerti solo consigli ma anche protezione. I potenziali investitori hanno maggiori attenzioni verso le aziende se sanno che da come si comportano dipende la possibilità che l’Incubatore presenti loro altre aziende in futuro.

L’Incubatore ha cura anche che la parte legale e amministrativa per la costituzione della nuova azienda sia fatta correttamente, evitando le trappole che spesso l’inesperienza finisce per disseminare negli atti costitutivi, negli statuti e negli altri documenti che i fondatori firmano “troppo in fretta” quando avviano la loro impresa.

Gli imprenditori vengono introdotti agli avvocati giusti che spesso accettano di essere pagati più avanti quando l’azienda viene finanziata e comincia a fare profitti. Le aziende vengono aiutate ad assumere i loro primi impiegati (selezione e aspetti legali). Altresì possono essere aiutate a proteggere i loro diritti intellettuali.

E può capitare che l’Incubatore medi le dispute che possono insorgere tra i fondatori.

Durante i tre mesi di incubazione delle aziende viene fatto un incontro alla settimana con gli imprenditori. All’incontro partecipano gli esperti ritenuti utili per quella specifica startup.

Spesso si tratta di altri imprenditori, professori universitari, o consulenti d’azienda che aiutano l’Incubatore pro bono.

Dopo circa tre mesi si tiene un Demo day in cui la startup presenta i suoi prodotti e servizi a una audience particolarmente selezionata di esperti. Tre mesi sono un tempo sufficientemente lungo per molte aziende per produrre un prototipo sufficientemente convincente del loro prodotto. In effetti molte aziende sono in grado di produrlo in un tempo inferiore.

Per ogni startup i primi due mesi tendono ad essere i più produttivi e tendono a definire l’azienda. L’Incubatore cerca di interferire il meno possibile nelle startup che assiste. Vengono forniti un sacco di consigli ma non viene forzato nessuno a seguirli. L’Incubatore ha chiaro che l’indipendenza è la ragione principale per cui le persone fanno impresa.

Durante i tre mesi, oltre all’incontro di ogni settimana, vengono offerte alle aziende ore di assistenza che i lavoratori-imprenditori possono prenotare per discutere con gli esperti dell’Incubatore ciò che stanno costruendo e i problemi che incontrano.

Ci sono poi altre occasioni di incontro con esperti in forma di seminari e conferenze.

Nel corso dei tre mesi vengono introdotti alle startup persone ed esperti che possano aiutarle nel loro specifico progetto.

Demo day e dopo i tre mesi

Come detto alla fine dei tre mesi c’è un evento che chiamiamo Demo day in cui le startup presentano i loro prototipi e il loro piano di lavoro ad una audience di potenziali investitori.

Alla fine dei tre mesi il lavoro dell’Incubatore non finisce. Terminano solamente gli incontri settimanali prefissati. L’incubatore continua a dare assistenza e a introdurre contatti sino a che i fondatori ritengono di averne bisogno.

E’ importante che gli aspiranti imprenditori abbiano una buona idea già formata, ma anche che dimostrino di saper avere buone idee. Molte startup di successo cambiano la loro idea anche sostanzialmente nel corso dello sviluppo dei prototipi di prodotto.

Alcuni nomi degli esperti

Del gruppo di esperti fanno parte tra altri, Luca Gnan, docente organizzazione aziendale Univ. Roma Tor Vergata, Presidente European Academy of Management. Luigi Corvo, docente economia aziendale Univ. Roma tor Vergata. Maurizio Figiani e Chiara Pagano, docenti di design del prodotto industriale al Politecnico di Milano. Luca Leonardini, Consulente innovazione di valore e value proposition design. Angelo Mastrandrea, giornalista, autore di articoli su esperienze di fabbriche recuperate italiane e del libro “Lavoro senza Padroni, storie di operai che fanno rinascere imprese”. Oltre che Carlo Massironi, animatore del blog “50/30 Blog” e asset manager veronese focalizzato sull’innovazione di prodotto.

A differenza di molti incubatori di impresa pubblici che operano nell’ottica dell’erogazione di corsi, Impresa Possibile opera con la stessa ottica che guida le migliori realtà di venture capital: quella di venire valutati per la qualità delle aziende che contribuisce a portare sul mercato.

Per inviare le candidature

Per chiedere un colloquio per presentare la vostra idea di impresa e di prodotto è possibile utilizzare il form qui sotto.

 

4 Comments

  1. Roberto Fasoli ha detto:

    Molto interessante.

  2. chiara chiappa ha detto:

    Finalmente una iniziativa davvero innovativa: il lavoro e la dignita’ dei lavoratori prima di tutto.

  3. stefano cingano ha detto:

    Buongiorno sito e articoli interessanti. Come disoccupato a 49 anni si cercano idee, si leggono libri e si trovano siti come questo che potrebbero veramente aprire nuove strade.
    Finalmente idee buone e sopratutto ricerca e aiuto a chi come me vorrebbe fare impresa. Distinti saluti.

  4. Giovanni ha detto:

    Io ci sto. In Trentino sarebbe sicuramente una novità di rilievo.

What do you think?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *