Licenziati, abbiamo messo su un’azienda da 8 milioni di fatturato

By Salvatore Manfredi, gennaio 3, 2016

Siamo i lavoratori di Fenix Pharma, una azienda cooperativa che abbiamo ricostruito sulle ceneri dell’azienda per cui lavoravamo. E questa è la nostra storia.

Fenix Pharma nasce a Settembre del 2011, da un evento traumatico, frequente a quei tempi, ovvero la messa in mobilità di lavoratori dopo che Warner Chilcott, azienda farmaceutica americana, decise di dismettere tutte le attività in Europa, “mandando a casa” oltre 550 persone di cui circa 160 in Italia, tra cui noi, della sede di Roma.

2009-Aprile 2011

Appena due anni prima, nel 2009, Warner Chilcott aveva acquisito il ramo farmaceutico di Procter & Gamble a livello mondiale, ed aveva instillato una grande fiducia nelle persone: con i proclami sui piani di sviluppo futuri, con l’arrivo di farmaci dagli Stati Uniti che avrebbero esteso il listino e il business in Europa all’epoca sostanzialmente costruito su un unico prodotto per l’osteoporosi.

Ma la favola dura solo due anni quando in concomitanza della scadenza del brevetto del farmaco principale, decidono di chiudere tutte le attività, ad Aprile 2011.

Maggio 2011

E’ allora che nasce l’idea, di cinque ex-manager, di provare a costruirsi un sogno: una azienda “propria” che non dipendesse dalle scelte strategiche fatta altrove da una qualsiasi multinazionale.

Il vissuto delle persone, molte 50enni, era di sconforto, di disorientamento. Cosa prospettava il futuro in un periodo in cui gran parte delle aziende riducevano il personale? Cosa fare? Cercare un lavoro a provvigioni? Attendere di ricollocarsi in qualche altra azienda con tutte le difficoltà del momento? O tentare altro?

Scegliamo di rischiare in proprio, di provare a determinarci un futuro, di mettere alla prova le nostre competenze, valori e capacità.

Prepariamo, così, un dettagliato business plan, partendo dalle nostre aree di forza, cioè dalla consapevolezza che avremmo ancora potuto costruire qualcosa di buono nel mercato dei farmaci per l’osteoporosi, dove avevamo le conoscenze più profonde e dove eravamo riconosciuti professionalmente.

Luglio 2011

Fenix Pharma

Nel Luglio 2011, incontriamo circa 100 colleghi per presentare loro l’idea, e ne aderiscono in tutto 40.

Nasce così Fenix Pharma Società Cooperativa.

La scelta Cooperativa è stata una scelta di valori: scegliere di fare una società di persone non di numeri in libro paga, che valorizzasse le persone, le esperienze, le professionalità.

I 40 soci versano buona parte delle loro liquidazioni nel capitale sociale della neonata cooperativa. L’impegno finanziario per poter partire è molto alto, dovendo acquisite la licenza di un prodotto per l’osteoporosi similare a quello gestito in precedenza, le relative scorte, avere un minimo di ufficio, un minimo di stipendio, nello specifico dei co.co.pro.

Ci associamo, quindi, a Legacoop e, business plan alla mano, lo presentiamo a Coopfond, Fondo mutualistico di Legacoop, e CFI, Cooperazione Finanza Impresa, che gestisce i fondi della Legge Marcora.

Dicembre 2011

Entrambe le istituzioni, ci supportano entrando nel capitale sociale, riuscendo così ad avere fondi sufficienti, in totale circa 2 milioni di euro, per partire con l’acquisizione del primo prodotto, delle scorte e iniziare le attività, a dicembre del 2011.

Coopfond e CFI interverranno anche successivamente con dei finanziamenti a sostegno degli investimenti.

2012-2014

Il 2012 è stata una lunga cavalcata, per costruire un listino di integratori, altri farmaci e medical devices, e si chiude con una fatturato di 2,5 milioni di euro e una perdita di circa 500 mila euro.

Il 2013 andiamo a pareggio di bilancio, mentre nel 2014 andiamo in utile con un fatturato di oltre 5,6 milioni di euro.

Nel 2014 tutti i soci-lavoratori passano da co.co.pro. a contratto nazionale dei chimici.

Oggi

Oggi tra soci-lavoratori (46), dipendenti non soci, e agenti commerciali, sono coinvolte circa 90 persone.

Il fatturato continua a crescere, nonostante le difficoltà del mercato, e tra operazioni ordinarie e straordinarie supera di gran lunga gli 8 milioni di euro.

Certo non possiamo ancora dormire sonni tranquilli, le difficoltà del mercato sono in agguato e da subito, nel 2016, bisognerà mettere in atto ulteriori piani di sviluppo, ma siamo convinti che continueremo a crescere dando valore ai grandi sacrifici sostenuti in questi anni. Sempre più con la convinzione che “Si può fare”: ci si può autodeterminare il futuro.

Ci sono, a mio parere, alcuni elementi determinanti quando si intraprende una via così rischiosa: la chiarezza di idee prima di tutto, fondata sulle conoscenze, la determinazione e la capacità di soffrire, la condivisione costante per rendere tutti consapevoli delle difficoltà e delle necessità, il continuo monitoraggio e la gestione delle urgenze.

Il nostro punto di forza, possiamo dire oggi, è la coesione dei soci, l’unità di intenti nel perseguire il sogno, dando il massimo, ognuno nella propria funzione.

In conclusione, Fenix Pharma è come dicono gli americani un WBO (Workers Buy Out) o una Start-up?

Entrambe direi. Siamo WBO perché gran parte del Capitale Umano, proviene dalla precedente esperienza, è quindi un assett, che ci ha permesso di essere veloci nella crescita; ma siamo anche start-up, avendo iniziato dal nulla.

Mi è sempre piaciuto il motto di Eleonor Roosevelt, la moglie del presidente americano Roosevelt, per cui “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni”. Si tratta di un motto che calza a pennello per descrivere la nostra rinascita di lavoratori quando tutto sembrava perduto.

— Salvatore Manfredi

Salvatore Manfredi è Presidente e Direttore generale di Fenix Pharma Scpa, Roma.

Fenix Pharma

 

 

6 Comments

  1. Vincenzo Imbrosci' ha detto:

    Vi ammiro , gente di coraggio e intenzionata a lavorare. Bravi.

  2. Gianfranco ha detto:

    Ho letto con molto interesse e partecipazione la vostra sfida alle avverse condizioni del mercato del lavoro e di quello farmaceutico in particolare, con i grandi gruppi che abbandonano l’italia della burocrazia per produrre dove le procedure sono più “lean”, e ne so qualcosa essendoci passato ma per fortuna con esito più positivo (almeno finora).
    Certo, la vostra è stata una scelta in qualche modo forzata, ma questo non sminuisce il coraggio avuto dai 40 soci fondatori, la determinazione e la fiducia nel proprio valore e nel “potercela fare”.
    Complimenti ed un augurio per il 2016 di raddoppiare il fatturato.

  3. Salvatore Manfredi ha detto:

    Grazie mille per l’incoraggiamento! ce la mettiamo tutta!

  4. […] Massironi ha raccolto presso il suo blog una testimonianza notevole di come si possa ripartire dopo un licenziamento: si tratta di un tema […]

  5. Enrico ha detto:

    Bravi e coraggiosi. Non lasciatevi mai scoraggiare da chi non ha sogni da realizzare. Continuate a scrivere sulla vostra esperienza, fate sapere a tutti l’esistenza di questa possibilità.

  6. Angela ha detto:

    Bravissimi

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