Fornasetti - Mosca al naso

Zigzagare, a volte, è una buona strategia anche per fare impresa

By Barnaba Fornasetti, dicembre 14, 2015

La vita è strana, a volte può fare male, ma se l’attraversi zigzagando può essere divertente. E zigzagare, a volte, è una buona strategia anche per fare impresa. Soprattutto se in mente hai in primo luogo la ricerca di un senso per quello che fai e in secondo luogo il fare denaro. Come racconta Barnaba Fornasetti, figlio di Piero e continuatore della azienda di famiglia nota in tutto il mondo per i suoi curiosi e divertenti oggetti d’arredo.

Sono Barnaba Fornasetti

Sono Barnaba Fornasetti, figlio di Piero, e tutt’oggi porto avanti la tradizione dell’azienda di mio padre che si occupa di decorazione d’interni, continuando a produrre e a ravvivare i suoi motivi decorativi.

Sono il direttore artistico dell’azienda e ne custodisco la preziosa eredità, attraverso la riedizione dei pezzi più rappresentativi e diverse “reinvenzioni”, proseguendo nella tradizione di produzione artigianale inaugurata alla metà del Novecento.

Mi ritengo fortunato perché vivo praticamente dentro all’azienda per cui mi ritrovo in ufficio subito dalla mattina a stretto contatto con tutti i miei collaboratori. La produzione è poco distante.

Negli ultimi anni sono riuscito a delegare molto di più le varie mansioni: mentre all’inizio facevo praticamente tutto, ho affidato per prima cosa la parte amministrativa e finanziaria al mio attuale socio.

Una notevole svolta c’è stata quando è entrato nel team un direttore commerciale che ha incrementato notevolmente le vendite. In quel momento abbiamo deciso di comune accordo di ridurre drasticamente il numero di clienti e di concentrarci meglio su quelli che ritenevamo importanti e più rappresentativi.

Il fatto di aver delegato quasi tutte le mansioni mi permette di essere più libero per pensare alle decisioni strategiche e all’immagine dell’azienda. E anche la mia presenza in produzione è meno richiesta. Mi ci reco un paio di volte la settimana in base alle esigenze.

Da sempre sono tendenzialmente un animale notturno per cui, anche se amo tantissimo il sole, tutti i miei collaboratori sono abituati a non vedermi necessariamente nelle prime ore del mattino perché le idee migliori mi vengono notte tempo, quando trovo maggiore concentrazione ed elaboro tutto ciò che la realtà lavorativa del giorno ha stimolato.

Squattrinato

Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’impresa da ragazzo, appena uscito dall’Accademia di Brera. Un percorso di studi che ho scelto di non terminare perché mi sembrava di non apprendere a sufficienza.

Ho trascorso dunque un paio di anni nello studio creativo di Ken Scott, all’epoca noto fashion designer americano. Poi mi sono dedicato alla creazione di disegni per tessuti per la moda e per l’arredamento che affiancavo all’attività di pittore come libero artista.

Non riuscendo però a far fronte alle spese che già allora non permettevano di sopravvivere in una città cara come Milano, ho deciso di trasferirmi nella campagna toscana dove un amico aveva appena acquistato una casa colonica che necessitava di ristrutturazione.

È lì che mi sono fatto le ossa perché anche il piccolo cantiere edile è un esempio di micro struttura imprenditoriale che mi ha formato per essere pronto, pochi anni dopo, alla richiesta di aiuto da parte di mio padre che in quegli anni si trovava in gravi difficoltà finanziarie.

Barnaba Fornasetti

(Barnaba Fornasetti, foto di Arianna Sanesi)

Fare squadra

Credo che fare impresa significhi soprattutto fare squadra e lo dimostra quello che sta succedendo nell’ultimo periodo nella nostra piccola azienda. Stiamo elaborando un sistema gestionale innovativo che probabilmente saremo in grado di cedere anche ad altri.

La cosa è piuttosto singolare, dal momento che io sono un individuo assolutamente ignorante, direi analfabeta, dal punto di vista informatico.

Il fatto che un’azienda artistica fondamentalmente analogica e vecchio stampo sia in grado di partorire un sistema informatico all’avanguardia è la dimostrazione di quanto siano importanti le collaborazioni e il lavoro in team.

Non credo che il futuro possa essere governato solo da leader accentratori, soprattutto nelle aziende. Saranno vincenti le realtà condotte da gruppi di lavoro.

Il futuro digitale 4.0

Come vedo il futuro?

Il mondo delle grandi imprese sta entrando nella quarta rivoluzione industriale, l’Industria 4.0 come la chiamano con sicumera gli esperti: sensori incorporati nei componenti, nei prodotti e negli impianti produttivi, sempre connessi e in grado di far crescere la produttività e la velocità di risposta alle esigenze dei mercati.

Ho l’impressione che non sia un mondo pianificato ad aiutare le piccole realtà ma solo la grande industria. Così facendo stiamo andando verso la progressiva monopolizzazione dei mercati a favore delle grandi lobby che non danno spazio alle piccole realtà imprenditoriali e alla collaborazione. Preservare la propria indipendenza non è cosa facile e talvolta ancora mi chiedo se il merito possa farsi strada.

Gli imprenditori della mia generazione e di quella che si affaccia adesso al mestiere di imprenditore dovranno ingegnarsi parecchio, e lavorare ancora di più che in passato facendo squadra, per aggregare le competenze necessarie a creare oggetti dotati di valore e di significato in un mondo come questo.

Una “montagna d’oro”

Di certo ogni settore ha delle regole difficilmente comprensibili che personalmente ho sempre cercato di ignorare, forse con una buona dose di incoscienza. A volte mi dicono che sono stato molto bravo a fare quello che ho fatto, altri però mi hanno anche detto che a quest’ora avrei potuto essere seduto su una montagna d’oro. Forse il segreto del successo di Fornasetti è dovuto al fatto che sia io che mio padre non abbiamo mai avuto come aspirazione il fatto di essere seduti su una montagna d’oro.

La “formula giusta”

Più vado in là con l’età e più acquisto esperienza. Le certezze aumentano, ma allo stesso tempo anche i dubbi. Diffido molto da quelli che credono di avere scoperto la formula giusta. Di una cosa sono molto sicuro: soprattutto in campo commerciale, quando hai fatto un’esperienza che ha funzionato, ripeterla non è sinonimo di successo garantito ma al contrario viene il momento di cambiarla. Peggio ancora copiare le esperienze degli altri.

Essere creativi vuol dire esserlo in tutti i sensi. Ricordo l’episodio che mi raccontò un vecchio amico fricchettone romano: vagabondando a San Francisco – totalmente squattrinato e alla ricerca di qualsiasi lavoro, come tanti facevano a quell’epoca – e trovando alla fine come unica attività quella di sguattero, notò nei retrobottega montagne di sedie rotte abbandonate. Avendo un minimo di conoscenza, si offrì di ripararle e s’inventò così un mestiere che gli permise di vivere a San Francisco decentemente per alcuni mesi.

Coraggio… e ironia

Credo che una buona dose di coraggio sia indispensabile per intraprendere un’attività imprenditoriale.

Ovviamente in un percorso di questo tipo è molto difficile non passare dei momenti di timore prima di fare delle scelte o quando vedi che le cose non vanno per il verso giusto o anche quando degli avversari ti stanno contrastando. Spesso l’ironia può essere di grande aiuto…

Barnaba Fornasetti, Piselli Imperiali

(Un pezzo vintage, degli inizi di Barnaba Fornasetti: Asparagi Imperiali. Parte di una serie di pannelli a tempera 270×340 cm con monumenti romani a tema gastronomico surreale, utilizzati per una sfilata di moda dello stilista Ken Scott al Piper club di Roma nel 1970.)

 

Quando tutti vanno nella stessa direzione

Ho notato che ci sono delle grandi differenze tra offerte e richieste di lavoro per i giovani alla fine dei loro studi. Ad esempio dalle università escono molti di laureati in architettura che vogliono fare i designer, quando ce ne sono troppi. Idem nel campo della moda. Tutti stilisti e nessun sarto.

Facoltà come l’agronomia mi risulta essere poco frequentata, mentre invece la giudico di grande interesse e per il futuro possibilità di primordine: il ritorno dei giovani ai lavori agricoli e un buon segnale che si intravede. Forse la fascia di età più avanzata potrebbe inserirsi e colmare questo vuoto. Naturalmente con un po’ di sforzo creativo, dal momento che i nostri governanti sembrano orientati verso il livellamento e l’omologazione.

Fantasie

Spesso i periodi di crisi nascondono anche degli aspetti positivi. Già qualcuno ha detto che bisogna imparare a vedere la crisi in maniera positiva nell’ottica di ricercare dei mestieri e delle attività alternative.

Da tempo penso che sarebbe interessante costituire un sito dove raccogliere dati sui mestieri in via d’estinzione.

Per fare un esempio, nel comasco non si trovano più orlatori di foulard a mano. A Milano è quasi impossibile trovare incastonatori di pietre preziose. E potrei continuare a citare tantissime altre attività, soprattutto artigianali.

Non è detto che sia i giovani che le persone di mezza età, non abbiano più voglia di portarle avanti, ma ho la sensazione che ci sia una sorte di disinformazione e scollegamento tra chi cerca e chi offre.

Non c’è un database che informi sulla chiusura delle aziende per pensionamento del titolare. Mi immagino quanti disoccupati potrebbero dedicarsi al recupero o salvataggio di attività preziose altrimenti destinate a una triste agonia.

L’imprenditore che non ti aspetti?

Ovviamente mi rendo anche conto che le ciniche leggi del mercato hanno una parte preponderante sulle passioni, ma mi auguro che questa dittatura dell’interesse economico venga messa in discussione il più presto possibile.

Sono numerosi i segnali di attività che riescono ad avere grande successo e a sostenersi pur non avendo un fine speculativo, come l’onlus CBM impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità nei Paesi del Sud del mondo, e che ha preso dimensioni da multinazionale. Tutto ciò riesce ad avvenire nonostante non ci sia quasi mai un supporto reale da parte delle Istituzioni che si esprimono talvolta a favore ma soltanto per ragioni demagogiche.

Nella realtà siamo tutti vittime di una globalizzazione dominata da interessi economici. E anche fare impresa, a modo mio, è un modo per andare in un’altra direzione.

— Barnaba Fornasetti

 

Barnaba Fornasetti è amministratore unico di Fornasetti (Immaginazione Srl), Milano.

 

Fornasetti lux gstaad chairs

 

 

One Comment

  1. Mila Danesi ha detto:

    Grazie, molto interessante. Sono rimasta colpita dai mestieri in estinzione, così come dal rapporto stilisti/sarti. Sarebbe interessante lavorare su questo. Potrebbero interessarsene le Camere di Commercio e le Associazioni. Perché non lo fanno ?

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