Salvatore Galati

Da disoccupato a imprenditore a 58 anni

By Salvatore Galati, ottobre 12, 2015

“Facendo il volontario in un Caf mi sono reso conto che c’era un piccolo mercato da servire. Ho iniziato con 20 mila volantini, ora il mio marchio è in 20 città.”

Mi chiamo Salvatore Galati. Anche se gli amici mi chiamano Totuccio. Ora ho 60 anni, sono del 1955. Vivo a Bientina, in provincia di Pisa. Per trent’anni sono sono stato titolare di due pescherie. Ad un certo punto, nel 2007 ho dovuto chiuderle. Un momento terribile, anche a livello familiare. E’ saltato anche il mio matrimonio. Non lo auguro a nessuno.

Poi ho fatto 5 anni di contratti stagionali alla Piaggio di Pontedera. Nel 2012 l’azienda presa dalla crisi non mi ha rinnovato il contratto e mi ha lasciato a casa. Disoccupato. A 58 anni. Non un età delle migliori per trovare lavoro. Ho inviato decine di curriculum ad aziende ed agenzie di lavoro interinale. Ma niente. Nessuna risposta. Così ho iniziato ad arrabattarmi.

Ho fatto il volontario presso un Caf e questa esperienza mi ha fatto rendere conto che c’era un piccolo mercato da servire: quello delle persone anziane o con problemi fisici che non possono sbrigare pratiche burocratiche, fare la spesa, pagare le bollette.

Così per guadagnare ho iniziato a sbrigare le pratiche burocratiche di amici e conoscenti. Sbrigare le pratiche e fare le file agli sportelli (Comune, ASL, Camera di Commercio, ecc.). Qualcosa di relativamente semplice, ad una tariffa abbordabile: 5 euro all’ora.

Poi ho iniziato con a farmi pubblicità. Avrò diffuso circa 20 mila volantini tra Pisa e provincia. Ho messo su anche due pagine Facebook (Totuccio Galati e Infilaperte Servizi).

Ad inizio 2014 l’idea ha cominciato ad ingranare e ho messo su una squadra di persone.

Così abbiamo iniziato a fare altri servizi: dogsitting, spesa a domicilio, medicinali a domicilio, pulizie, traslochi, giardinaggio, piccoli lavori in muratura e di idraulica, tinteggiature. Cose di cui c’è bisogno. Per cui le persone sono disposte a pagare. E che pochi si offrono di fare.

Con un paio di mani si possono fare un sacco di cose. E trattandosi di servizi, non li possono fare degli operai da un’altra parte del mondo. Deve esserci qualcuno che li fa qui da noi.

La squadra è diventata una società, “Infilaperte Servizi, ditta individuale”, con 20 collaboratori. Oggi offriamo più di 50 servizi diversi. I collaboratori vanno dal privato, effettuano il servizio e vengono pagati. La mia azienda guadagna con una piccola percentuale su ogni lavoro.

Ho avuto fortuna: il quotidiano il Tirreno e poi altri giornali mi hanno preso ad esempio del fatto che è possibile uscire dalla disoccupazione facendo impresa.

Con questa pubblicità sono arrivate le richieste di intervento anche da Livorno e dalla Versilia. E, curiosamente hanno cominciato a spedirmi curriculum persone in cerca di lavoro. Più di 300.

Così ho deciso di dare il marchio della mia società “Infilaperte servizi” in franchising. In modo che altre persone senza lavoro possano provare a replicare quello che abbiamo fatto a Pisa, anche in altre città, appoggiandosi sulla nostra esperienza. E adesso ci sono 20 franchising “Infilaperte servizi” in altrettante città italiane.

Naturalmente il marchio di per sé non è in grado di cambiare il destino di una persona. E’ quella persona che deve avere voglia di rialzarsi, di provarci, di rischiare. Tanto, al limite, non ha molto da perdere.

La trappola psicologica è che sino a che non hai più niente da perdere, spesso stai seduto a contemplare quel poco che potresti perdere se ci provi. Così resti immobile. E il tempo passa.
E speri che capiti qualcosa di miracoloso. Che qualcuno ti chiami e ti assuma.

Ma quando perdi anche quel poco, allora sei libero di provarci.

Nei momenti più bui mi ha aiutato un verso della canzone “Uno su mille” di Gianni Morandi: “Se sei a terra, non strisciare mai. Se ti diranno ‘sei finito’, non ci credere.”

Faccio gli auguri all’iniziativa del blog “50/30 Blog”. E spero che anche questa mia testimonianza aiuti i lettori del blog a pensare concretamente al mettersi a fare impresa. In Italia. Oggi. Perché io sono la dimostrazione che si può fare.

— Salvatore Galati

Salvatore Galati, è titolare di Infilaperte servizi ditta individuale e della rete in franchising con il medesimo marchio.

One Comment

  1. Michele Salcito ha detto:

    Complimenti. Il grande problema è quello di non sentirsi già in partenza fra quei 999 che non ce la faranno. Ci vorrebbe un appoggio psicologico ma lo Stato non ha i soldi per fare cose del genere.

What do you think?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *